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Anatomia
L’apparato ungueale è costituito da
varie strutture:
1) LAMINA, l’unghia nel vero senso
della parola, rettangolare,
semitrasparente sottile ed elastica,
più o meno concava sia
longitudinalmente che lateralmente.
2) MATRICE, si origina dalla
invaginazione epidermica si divide
in due parti una dorsale ed una
ventrale. E’ composta da epitelio
stratificato formato da 10-20
filiere di cellule cheratinizzanti.
3) LETTO UNGUEALE E PONICHIO, il
proseguimento in senso distale della
porzione inferiore della matrice.
4) EPONICHIO una breve cresta
epidermica.
5) CUTICOLA, struttura piatta,
elastica e cheratinizzata.
6) PERIONICHIO, insieme di tessuti
molli che circondano la lamina.
7) FISIOLOGIA, l’accrescimento
dell’unghia è continuo con una media
giornaliera di 1/20 di mm.
La patologia dell'unghia occupa un
campo molto vasto nel trattamento
podologico. Vasta, importante e di
diversissima origine, oltre che di
difficile trattamento, l'onicopatia
nell'arto inferiore assume una
rilevanza maggiore anche rispetto
alla medesima alterazione a carico
dell'arto superiore. Il piede mal
sopporta un’alterazione carico
dell'unghia, con ripercussioni tali
da compromettere la stessa
deambulazione. Non tutte le lamine
ungueali vengono colpite in modo
uniforme dallo stesso evento.
Dobbiamo considerare la struttura
individuale dell'unghia che ne
condiziona l'evoluzione patologica.
Quando l'unghia appare appiattita e
con il margine libero a bordi netti,
essa difficilmente tenderà ad
approfondirsi; con rari i casi di
unghia incarnita.
Al contrario, molti individui
presentano una conformazione
ungueale dove i bordi del margine
libero appaiono ricurvi. E’ qui che
sorgono i problemi essendo portati a
ridurre la arricciatura dell‘unghia,
l’approfondimento dei margini
taglienti con manovre maldestre può
facilmente provocare infezione. Da
una iniziale onissi o perionissi, si
passa all'unghia incarnita.
Le onicopatie
La patologia ungueale si associa a
numerose alterazioni che assumono
diversi riferimenti: ipertrofica,
atrofica, distrofica o infiammata
per la presenza di agenti patogeni
esterni come virus, miceti e
batteri.
La presenza di una lamina ungueale
con depressioni ed erosionï
puntiformi, tipiche della psoriasi
ed alcune forme eczematose. Oppure
si può rilevare un vero e proprio
scollamento di un bordo dell'unghia
in presenza di una ipercheratosi.
Nell'ipertrofia ungueale abbiamo una
iperattività della matrice, una
continua apposizione dello strato
corneo in seguito a stimoli
generalmente di tipo meccanico.
L'evento microtraumatico è
rappresentato sovente da una
calzatura inadeguata alle dimensioni
del piede. Alterazioni permanenti
della matrice possono essere
determinate dalla malposizione o
malconformazione del piede e delle
dita. L’ipertrofia può essere
imputata a disturbi trofici di
natura vascolare come nelle
ateriopatie periferiche, le
flebopatie e nel piede diabetico.
Un caso particolare di ipertrofia
compensatoria è costituito dalla
presenza di un callo nel letto
ungueale.
Il risultato anatomico
dèll'ipertrofia sarà un semplice
allargamento dell'unghia (onicosi),
l‘unghia deformata (onicogrifosi).
L’onicosi non comporta problemi
podologici; sarà comunque opportuno
controllare la crescita dell'unghia
e rimuovere le cause
microtraumatiche. Può essere
sufficiente cambiare le calzature
privilegiando quelle più comode.
La onicogrifosi di maggiore gravità,
con il perdurare della noxa
patogena, tende a modificare
deformare la stessa matrice. Oltre
ad un aumento del yolume,
riscontriamo una alterazione del
letto e della matrice ungueale, una
spina irritativa robusta ed
imprevedibile interessa le dita
vicine. Molto frequente nel soggetto
anziano l'onicogrifosi assume
aspetti addirittura di gigantismo e
si associa ad iperestensione del
primo dito (l'alluce è il dito più
colpito). L'unghia atrofica annovera
le stesse cause considerate per
l'ipertrofia. Eventi biomeccanici e
deficit circolatori determinano una
maggiore ischemia soprattutto a
carico dell'alluce con riduzione
nell'attività produttiva della
matrice. L'unghia appare opaca,
rigata e di colorito: cereo,
rossastro, bluastro. Possiamo avere
anche la caduta dell'unghia, è
spèsso associata ad un piede
vascolare o neurologico che
interessa frequentemente il soggetto
anziano.
L'unghia distrofica appare con una
serie di alterazioni già descritte.
Non conosciamo ancora esattamente
l'eziopatogenesi di alcune dermatosi
generali che si localizzano anche a
livello ungueale come l'eczema e la
psoriasi. L'unghia apparirà comunque
complessivamente più fragile e
finemente punteggiata.
La struttura dell'unghia può
presentare anche particolari
ipercheratosi come: calli
subungueali e periungueali. Ai primi
abbiamo precedentemente accennato;
sono piccole callosità molto
dolorose, risultato di un alterato
rapporto tra oso e calzatura. Anche
i calli periungueali sono dolorosi;
sono piccoli e si apprezzano
lateralmente all'unghia. Spesso è la
pressione delle dita adiacenti a
favorire la loro crescita.Questo
avviene spesso nei casi di alluce
rigido ed alluce flesso dove è
evidente lapressione delle dita
adiacenti.
Le onicopatie di origine micotica
sono una frequente complicanza nel
piede d‘atleta.
Si tratta di onicomicosi di
difficile trattamento. L'unghia si
ispessisce assumendo
progressivamente un colorito
tendente al giallastro; possiamo
avere prurito in sede dove appaiono
minute vescicole.
La complicanza principale delle
affezioni batteriche onicocriptosi o
unghia incarnita caratterizzata
dalla penetrazione del margine
ungueale nel contesto del derma, con
relativa infezione stafilococcica.
Diversi sono i fattori favorenti la
dermatite che interessa
prevalentemente l'alluce. Lo stesso
vale per le calzature inadeguate e
per tutti gli eventi microtraumatici
che agiscono negativamente sul
piede. La concomitanza di una
iperidrosi - con relativa
macerazione cutanea - è anch'esso
fattore negativo.
Dobbiamo anche ricordare che una
complicanza flogistica batterica a
carico dei margini ungueali può
derivare da un cattivo taglio ,
quando il margine libero dell'unghia
molto corto con un profilo ricurvo
lascia scoperto il polpastrello
,oppure quando si cerca di rimuovere
maldestramente una piccola parte
nascosta di un'unghia arricciata.
Dato che forbici e tagliacalli non
vengono di norma sterilizzati
durante queste operazioni
casalinghe, è facile immaginare come
una piccola soluzione di continuo a
carico dell‘epidermide e del derma
possa causare gravi danni .
Nell'evoluzione dell'unghia
incarnita appare, in una prima fase,
un patereccio rossastro e
sanguinante periungueale che tende
ad espandersi divenendo rapidamente
purulento. Tutto il bordo ungueale
appare teso e molto dolente
limitando la deambulazione e
rendendo difficoltoso l'utilizzo
delle normali calzature. Nei casi
avanzati la zona interessata è calda
e pulsante, possiamo anche avere
febbre.
Terapia dell'unghia incarnita
Il
trattamento è sia medico che
podologico. Può essere incruento o
comportare un piccolo intervento
chirurgico.
In una prima fase è opportuno l'uso
di disinfettanti locali ed
antibiotici topici o generali.
L'utilizzo di alcool iodato,
sollevando contemporaneamente il
margine ungueale determina una
detersione della raccolta purulenta
con riduzione del dolore e della
zoppia.
Nella fase successiva bisogna andare
a rimuovere con la dovuta cautela la
specula che ferisce continuamente il
tessuto, di primaria importanza è la
disinfezione della parte ed i
periodici controlli ravvicinati che
impediranno il ripresentarsi di
ricadute, ricorrendo se necessario
ad una rieducazione ungueale con le
metodiche richieste dal singolo
caso.
Le lesioni dermatologiche
elementari
Dividiamo le lesioni
dermatologiche elementari in due
categorie: primarie e secondarie
considerando che queste ultime
risultano essere una evoluzione
delle prime.
Le lesioni dermatologiche primarie
si suddividono in: papula,
vescicola, bolla, pustola, ponfo,
macchia e nodulo.
La papula piccolo rilievo cutaneo,
solido circoscritto dovuto ad un
ispessimento dell’epidermide con
leggera infiammazione sottocutanea,
quando si rileva un ispessimento
dell’epitelio ci si trova in
presenza di una verruca (pliche
cutanee interrotte ).
La vescicola appare come una piccola
raccolta liquida all’interno
dell’epidermide , riaccompagna ad un
senso di bruciore, dolore e prurito
ed è il segno primario dell’herpes
ed alcune forme eczematose umide.
Spesso la vescicola tende a
trasformarsi in pustola quando si
infetta con batteri.
La bolla è una vescicola gigante si
forma per una determinata causa
patogena particolarmente
impegnativa.
La pustola è una raccolta di pus
all’interno di una vescicola o di
una bolla. La pustola è presente
nell’impetigine e nelle dermatiti
batteriche.
Il ponfo è un rigonfiamento
edematoso della cute causato da
forme allergiche, è tipico
dell’orticaria.
Il nodulo è una lesione
dermatologica elementare generata da
un accumulo di cellule
infiammatorie, la lesione si
presenta indurita e di dimensioni
variabili. L’insieme di più noduli
genera la placca.
Le lesioni dermatologiche secondarie
possono essere: la crosta,la squama,
l’ulcera e la cicatrice. La crosta è
il risultato dell’essiccamento del
liquido contenuto in una vescicola,
una bolla od una pustola. La squama
è generata dallo sfaldamento
lamellare dello strato corneo
dell’epidermide.
Croste e squame sono presenti in
alcune dermatosi del piede come la
psoriasi e l’eczema .
L’ulcera rappresenta la perdita di
sostanza organica, più o meno
profonda, la cute risulta con un
caratteristico avvallamento. Le
ulcere del piede sono di difficile
trattamento, come nel caso delle
ulcere varicose o nell’ulcera
diabetica.
La cicatrice in dica la
ricostruzione del manto cutaneo.
L’epidermide neoformata si presenta
senza annessi cutanei è può essere
più o meno piana. |